Gli scavi archeologici di Cuma e l' antro della Sibilla.

Antro della Sibilla di Cuma
La terrazza sulle isole degli scavi archeologici di Cuma, chiamata anche...
La terrazza sulla costa di Cuma, oppure...
La torre bizantina di Cuma
Il tempio di Apollo di Cuma chiamato anche terrazza inferiore
Il tempio di Apollo di Cuma, chiamato anche...
La via Sacra di Cuma.
Il Tempio di Apollo di Cuma chiamato anche Terrazza superiore.
Il tempio di Apollo, chiamato anche...
Gli archi del tempio di Apollo di Cuma
Il tempio di Giove tra le rovine degli scavi di Cuma.
Il tempio di Giove e le tombe paleocristiane
Il foro degli scavi di Cuma
L'antica via Domitiana e le terme di Cuma
Il mercato del foro di Cuma
La porta mediana, l'ingresso della città di Cuma
La Necropoli di Cuma: il mausoleo antistante la porta mediana
La Necropoli di Cuma
La tomba del banchetto per l'eternità
Le terme di Cuma

Il parco archeologico di Cuma, i resti di una civiltà ormai scomparsa.

Gli Scavi archeologici di Cuma sono ciò che resta della storia di una città, che è stata una colonia greca dell'VIII secolo a.C.

 

Dove si trovano gli scavi di Cuma

Gli scavi di Cuma sono situati sul litorale campano, a nord Ovest della città Napoli. Precisamente si trova di fronte all'isola di Ischia, frazione della città di Pozzuoli. Le terre intorno questa cittadina sono chiamate Campi Flegrei (dal greco: "Campi Ardenti" per i numerosi fenomeni idrotermali: fumarole e sorgenti calde. In quanto questa è una zona vulcanica. 

  • INDIRIZZO: Via Monte di Cuma, 1 – 80078 Pozzuoli (NA)
  • COORDINATE GPS per raggiungere il parcheggio: 40.848278, 14.054923
  • GIORNO DI CHIUSURA: MARTEDI
  • ORARIO DI APERTURA: ore 9.00

L'orario di chiusura degli scavi archeologici di Cuma cambia ogni mese. Si prega di controllare la tabella orari del parco archeologico dei campi Flegrei.

BIGLIETTO: € 4 
BIGLIETTO RIDOTTO: € 2
BIGLIETTO CIRCUMFLEGREO: € 8
BIGLIETTO CIRCUMFLEGREO RIDOTTO: € 4

Il biglietto circumflegreo permette di visitare: 

Gli scavi archeologici di Cuma: l' Acropoli

Dal greco Akros (alto) e Polis (città), è la parte alta di una città.

L' Acropoli di Cuma, era all'epoca la parte fortificata del centro abitato, che fungeva anche da vedetta.

 

Antro della Sibilla cumana.

La grotta dove la sacerdotessa del dio Greco Apollo prediceva il futuro.

L'Antro della Sibilla di Cuma, luogo dove la
sacerdotessa prediceva il futuro.
Antro Sibilla Cuma
Antro della Sibilla cumana, la grotta dell'oracolo di ApolloAntro Sibilla Cumana

Sull' acropoli degli scavi archeologici di Cuma, a circa 200 metri dopo aver varcato l'ingresso, troviamo subito la grotta della Sibilla cumana, sacerdotessa del dio del sole Apollo.
Il dio greco era follemente innamorato di Sibilla, la vergine di cui era follemente innamorato. 

Il dio ellenico era disposto ad esaudire qualunque desiderio volesse la giovane, a patto che ella diventasse la sua sacerdotessa.
Così la ragazza chiese l'immortalità, ma purtroppo la donna fece un grave errore, dimenticò di chiedere anche l'eterna giovinezza. Con gli anni la donna invecchiava sempre di più e il corpo diventava sempre più piccolo e consumato. Tanto piccolo che il dio Apollo la rispose in una gabbietta all'interno della sua grotta. Gli anni passarano fino a quando la sacerdotessa scomparve del tutto lascaindo solo la sua voce.
La Sibilla cumana ascoltava in silenzio le richieste di coloro che volevano conoscere il futuro. Scriveva poi le sue risposte su alcune foglie, le quali venivano mescolate da un ventata generata dal dio Apollo. Risposte vane perché il vento disordinava il testo (profezia al vento). Quindi il responso veniva sempre interpretato e spesso non gradito.

 

Il parco archeologico di Cuma e il belvedere: la terrazza sul litorale

La terrazza panoramica sul litoraleTerrazza panoramica CumaLa terrazza panoramica di CumaTerrazza Cuma

Il belvedere di Cuma è una terrazza con un panorama mozzafiato sull'intera costa.
Da qui si possono ammirare le isole di Ischia e Procida ed il panorama è molto suggestivo.

  

La terrazza inferiore degli scavi di Cuma e i resti del tempio di Apollo

La terrazza inferiore di Cuma chiamata anche il tempio di ApolloTerrazza inferiore CumaLa terrazza inferiore dell'antica CumaTerrazza inferiore di cuma
Questa è sezione degli scavi archeologici di Cuma vi permette di ammirare i resti riportati alla luce del tempio di Apollo, dio greco del sole.
   

La terrazza superiore e i resti del tempio di Giove.

La terrazza superiore di Cuma.Terrazza Superiore CumaIl tempio di Giove di CumaIl tempio Giove
Questa è la parte più alta del parco archeologico di Cuma. Qui ci sono i resti del tempio di Giove. Ma dopo recenti studi si pensa sia stato il tempio di Apollo.

In questo settore sono stati riportati alla luce la fonte battesimale e 80 tombe del periodo paleocristiano, il periodo in cui Cuma era diventata uno dei più importanti centri del cristianesimo.

Le tombe Paleocristiane dell'acropoli di CumaTombe paleocristiane CumaIl tempio di Giove di Cuma.Tempio di Giove CumaLa fonte battesimale sull' acropoli
degli scavi di Cuma
Fonte Battesimale Cuma
I resti del Tempio di Giove Cumano
sulla terrazza superiore di Cuma.
Tempio di Giove Cumano

   

 

 

 

 

 

 

Il foro e la necropoli del Parco archeologico di Cuma

Questo settore degli scavi di Cuma si trova nella parte bassa del parco archeologico e non è accessibile tutti i giorni. E’ aperta solo in periodi particolari.

 

Il Foro di cuma.

Il foro del parco archeologico di CumaForo di Cuma

Gli scavi archeologici di Cuma hanno riportato alla luce il foro, il cuore della città antica, situato nella parte bassa del parco archeologico.
Qui convergevano tutte le principali strade del centro abitato ed era una luogo dove si svolgevano attività commerciali, politiche, religiose e amministrative. 

All’ingresso del foro troviamo subito una piazza di forma rettangolare con resti di porticati in tufo grigio e di stucco bianco su tutti i suoi lati. Queste costruzioni risalgono a vari periodi del I sec. a.C. come si evince dai resti ritrovati.
L’ultima modifica risale al periodo di tarda repubblicana (30 a.C.) ed è ciò che vediamo oggi. In realtà ciò che vediamo e quello che ne resta.
Non si conoscono invece i resti dell’Agora (il foro per i greci) ma si pensa che fosse situato nello stesso punto del foro romano.

 

Il Capitolium di Cuma

All'interno della piazza del foro di Cuma ci sono i resti del capitolium o tempio di Giove Ottimo Massimo, un luogo sacro dedicato alla triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva).
Oggi visibile solo in parte.
Il tempio esisteva già in epoca sannita (tra il IV e il III sec. a.C.), cioè durante il periodo in cui i sanniti conquistarono Cuma. Si è attribuito la costruzione a questo periodo per il tipo di tecnica edilizia utilizzata (blocchi di tufo squadrato, simile a quello che usiamo oggi) e da alcune iscrizioni in lingua osco su alcuni mosaici. Linguaggio usato dai sanniti. Probabilmente veniva venerato il culto di Giove Fazio.
Nel I sec. d.C. fu modificato e quindi divenne per i romani il Capitolium usando la tecnica di costruzione di edifici romani : la costruzione con laterizi.
In questo tempio sono stati ritrovati i tre busti della triade che erano di grandi dimensioni. La statua di Giove (chiamata anche gigante di Cuma) si pensa fosse quella che fu posta in piazza del plebiscito durante il periodo aragonese alla fine del 1600 d.C.. La statua ora è esposta nei giardini del museo archeologico di Napoli.

 

Le terme del Parco archeologico di Cuma

Le terme di Cuma erano alimentate da un forno a legna, perché non avevano acqua sulfurea che usciva autonomamente dal sottosuolo. 
Il complesso termale dell'antica CumaComplesso Termale CumaL'acqua riscaldata veniva incanalata sotto la pavimentazoine riscaldando così tutti gli ambienti. 
Per raggiungerle basta superare la piazza del foro,
 dove inizia una strada composta di sassi. Questa è l’antica Domitiana, la strada che conduceva a Roma. Percorrendola sulla sinistra troviamo gli edifici del complesso termale.
Le terme degli scavi di Cuma sono state realizzate nel II sec. a.C. modificate e ampliate varie volte fino al V sec. d.C. All’interno delle terme cumane c’era la palestra, il frigidarium (settore termale destinati ai bagni di acqua fredda), il tiepidarium (settore per i bagni in acqua tiepida), il sudatio (ambiente con impianti di vapore e destinato ai bagni di sudore) e il caldarium con tre vasche (destinato per bagni di acqua calda e vapori). Queste terme non erano naturali, anzi venivano alimentate da un forno a legna e l’acqua riscaldata veniva canalizzata sotto la pavimentazione, fino a raggiungere i vari ambienti.

 

La necropoli degli scavi di Cuma

La necropoli, dal greco nekros (morto) e polis (città) ci si riferisce al cimetero. All'epoca la sepoltura del defunto veniva fatta all'esterno del centro abitato.

La necropoli di Cuma e il mausoleo del banchetto per l'eternità riportato alla luce nel 2018Necropoli di Cuma mausoleoLa necropoli di Cuma è situata dopo le terme. Proseguendo per l’antica via Domitiana, troviamo prima i resti di un piccolo mercato, poi il percorso porta all’uscita del foro e dal centro abitato. Ci troviamo infatti, all’ingresso della città: davanti la Porta mediana di Cuma.
Uscendo quindi dalla città arriviamo alla necropoli di Cuma, il cimitero con vari mausolei.

Qui sono state ritrovate tombe di epoca greca, sannita e romana. La tecnica utilizzata per la sepoltura, almeno per la maggior parte dei ritrovamenti, era la cremazione. Infatti le ceneri ritrovate erano all’interno di piccoli calderoni di bronzo a loro volta all’interno di blocchi di tufo bianco con vari corredi del defunto (spille, fermagli, fusi, armi ecc.).

 

Gli scavi archeologici di Cuma, la storia di un'antica civiltà.

Cuma è stata una città della Campania ricca di storia e di cultura del mondo antico.
E’ stata probabilmente la prima colonia della Magna Grecia. Si pensa sia stata fondata intorno al 740 A.C. durante l'età del ferro, abbandonata poi nel medioevo, intorno al 1200.

Nel VIII sec. a. C. i greci colonizzarono i luoghi ai margini della pianura Campana.
Queste terre erano molto fertili, quindi l'agricoltura divenne ben presto fonte di sviluppo economico, che assieme alle loro capacità di abili commercianti marittimi, rafforzarono anche il loro potere politico ed economico.

L’ottima posizione geografica e la fertilità di queste terre, resero la città colonizzata dei greci, meta di conquista da parte delle popolazioni interne della Campania.

Col passare del tempo Cuma estese il suo territorio fino a punta Campanella, l'estrema propaggine della penisola Sorrentina, raggiungendo il massimo della sua potenza.

I cumani diffusero ben presto in queste terre la cultura greca:

  • L'alfabeto Calcidese.
  • Il mito della Sibilla Cumana (la sacerdotessa dell'oracolo del dio del sole Apollo).
  • L'adulazione delle varie divinità Greche: Zeus come re degli dei, Poseidone come dio dei Mari, Ares come quello della guerra ecc. In seguito dopo la conquista di Cuma da parte di Roma, le divinità furono inglobate nella cultura romana: vedremo Zeus diventare Giove, Poseidone diventare Nettuno ecc.

 

Alcune date importanti della colonia di Cuma.

  • 524 A.C.

    La 1a battaglia di Cuma contro le popolazioni limitrofe: i Dauni, gli Arunci e gli Etruschi di Capua, che vedevano nei cumani un ostacolo per la loro espansione economica e politica. Cuma ne uscì vittoriosa.

  • 474 A.C.
    La 2a battaglia di Cuma: scontro navale tra la flotta di Siracusa (alleata dei Cumani) contro quella degli Etruschi. I Greci federati della Sicilia e della Campania sconfissero gli Etruschi definitivamente.

  • 438 A.C. o 421 A.C.(data incerta) Cuma indebolitasi con l'ultimo scontro fu conquistata dai Sanniti. Anche se sotto il nuovo dominio, si conservarono culti e costumi greci.

  • 338 A.C.
    I Romani estendono i loro territori in Campania conquistando anche la città di Cuma che ottenne la civitas sine suffragio (cittadinanza senza voto). Roma garantiva tutti i diritti di cittadinanza romana, tranne il diritto di voto nelle assemblee popolari.

  • 215 A.C.
    La 3a battaglia di Cuma che ora era alleata dei Romani contro i Campani che invece si erano schierati con l'esercito Cartaginese di Annibale. Cuma e Roma scacciano gli invasori. 

  • 180 A.C.

    Grazie alla fedeltà nei confronti di Roma, Cuma ottenne il diritto di servirsi della lingua latina negli atti ufficiali.

  • Intorno al 10 D.C.

    l’impero Romano costruisce l'acquedotto Augusteo, quello che oggi è chiamato acquedotto romano del Serino. L'acquedotto parte dalle sorgenti di Serino, sull'altopiano irpino nei pressi del monte Terminio, per giungere fino alla Piscina Mirabilis (all'epoca una grande cisterna d'acqua) nel comune di Baia. L'acquedotto percorre 96 km. 

  • dal 44 D.C. al 31 D.C. 
    La guerra civile romana: una battaglia navale avvenuta nelle acque cumane, tra la flotta di Ottaviano e quella di Sesto Pompeo. Una battaglia senza vincitori.

Dopo queste date, Cuma divenne posto di tranquillità e quiete, luogo in cui fondarono anche uno dei maggiori centri del Cristianesimo Campano.

  • 536 D.C.
    Cuma è conquistata dal generale Bizantino Belisario. L’impero Bizantino è detto è anche Impero romano d'Oriente. Il nome deriva da Bisanzio, l'antico nome della capitale imperiale Costantinopoli.
  • 542 D.C.
    Cuma conquistata dagli Ostrogoti. (Popolo proveniente da quella che oggi chiamiamo Germania)
  • 558 D.C.
    Cuma è riconquistata dai Bizantini.
  • 717 D.C.
    La fortezza di Cuma Viene conquistata dal ducato di Benevento (Longobardi, anch’essi provenienti da una popolazione proveniente da quella che oggi chiamiamo Germania).
  • 718 D.C.
    Con i consigli del Papa Gregorio, Cuma venne riconquistata dal duca di Napoli Giovanni I (Bizantini)
  • 900 D.C. circa
    I Saraceni dal nord Africa conquistano l'Acropoli di Cuma, la parte più alta della città.
  • 1207 D.C.
    I Napoletani scacciarono definitivamente il dominio dei Saraceni.

Da quel momento Cuma fu disabitata. Uno dei motivi è stato l'interramento dei fiumi Clanis e del Volturno, trasformando tutto il litorale di Licola in un immenso pantano.

  • Dal 1610 D.C. al 1616 D.C.

    Ci fu la bonifica con il regno dei Borboni di Napoli che costruirono i regi lagni. Il fiume Clanis che prima sfociava nel lago patria, fu deviato e portato a sfociare più a nord per 9 km. Ora sfocia a Pinetamare.

  • Durante la Seconda guerra mondiale grazie alla sua posizione, l'Acropoli di Cuma fu trasformata in un Bunker per l'utilizzo dei cannoni.

Tutti i reperti ritrovati nel parco archeologico di Cuma sono esposti nel museo archeologico dei campi flegrei. Museo siturato nel castello aragonese di Baia. 

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Il Maschio Angioino
La Reggia di Caserta
Il lago d'Averno
Il sito archeologico di Ercolano

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