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Info Biglietti per il Gran Cono?
I biglietti d'ingresso per la visita al "Gran Cono" e la sosta per i parcheggi a Quota 800 e Quota 1000 sono acquistabili esclusivamente online. Poiché il segnale di rete mobile/internet in quota è scarso, si raccomanda di completare entrambi gli acquisti prima di mettersi in viaggio.
Contatti: +39 081.239.56.53
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Orari di apertura per l'accesso al Cratere
Si precisa che la visita al sentiero deve sempre e comunque terminare entro un'ora dall'ultimo ingresso consentito al Cratere.
Come raggiungere il cratere del Vesuvio con i mezzi pubblici.
Da Napoli o Sorrento in Circumvesuviana e Navetta
Prendere la Circumvesuiviana e scendere a Ercolano Scavi oppure Pompei Scavi.
Sia fuori la stazione di Ercolano che quella di Pompei troverete la navetta ad attendervi. Prenderla poi una delle navette per il gran Cono.
Come raggiungere il cratere del Vesuvio in auto
clicca sulla foto per raggiungere il pazzale quota 1000 dove è possibile parcheggiare l'auto.
Dove parcheggiare per visitare il Gran Cono?
- Sosta e Parcheggio: Nel piazzale non è consentito parcheggiare. Le aree di sosta lungo la provinciale sono gestite dal Comune di Ercolano (parkingsuvio.it). Si raccomanda di acquistare il parcheggio solo dopo aver comprato il biglietto per il Gran Cono.
- Servizi: Nel piazzale non sono temporaneamente presenti servizi igienici pubblici.
Il Vesuvio e l'eruzione Pliniana: approfondimenti
Il Vesuvio nel 79 d.C. fu teatro di uno degli eventi più catastrofici della storia antica, che segnò la drammatica distruzione di Pompei e la totale scomparsa di Ercolano, oltre che delle vicine Stabia e Oplontis, attraverso un fenomeno vulcanico durato circa venticinque ore.
Questo evento è universalmente definito eruzione pliniana perché possediamo una testimonianza eccezionale e dettagliata di tutte le sue fasi: una preziosa lettera scritta dallo scrittore e magistrato romano Plinio il Giovane e indirizzata al senatore Publio Cornelio Tacito.
Quella mattina del 79 d.C., il Vesuvio iniziò la sua attività in modo insolito, con un'esplosione partita da una bocca laterale situata nella parte bassa del monte anziché dal cratere principale. Trattandosi di un segnale atipico, gli abitanti sottovalutarono il pericolo, venendo tragicamente colti alla sprovvista. Il vulcano liberò enormi quantità di materiale piroclastico, scatenando una fitta e incessante pioggia di pomici, ceneri e lapilli che in poche ore seppellì interamente le strade e bloccò ogni via di fuga.
A Ercolano, tuttavia, la dinamica della catastrofe fu diversa e ancora più fulminea: correnti di gas roventi, ceneri densissime e vapore acqueo investirono l'abitato, provocando la morte degli abitanti quasi all'istante e sigillandone i resti in modo unico.
L'eruzione pliniana coprì originariamente l'area con uno strato di circa dieci metri di detriti; nei secoli successivi, le successive attività eruttive del Vesuvio continuarono ad accumulare strati su strati, portando le città sepolte a una profondità di circa venti metri sotto terra.
La riscoperta di questo immenso patrimonio archeologico iniziò molti secoli dopo: gli scavi di Ercolano presero il via nel 1738, seguiti nel 1748 da quelli di Pompei, entrambi fortemente voluti da Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia. Oggi, i magnifici reperti restituiti dalla terra e protetti dal Vesuvio sono custoditi e ammirati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Altre eruzioni del Vesuvio
In seguito ci furono altre eruzioni:
- Nel 472,
- Nel 1036 (primo fenomeno con fuoriuscita di lava da più bocche anche sui fianchi della montagna facendo crescere la costa per circa 600 metri),
- nel 1500,
- nel 1631,
- nel 1861,
- nel 1906.
- L’ultima nel 1944.








