Dopo questa breve panoramica, entriamo ora nel racconto approfondito della storia di Napoli, dalle origini al suo sviluppo nei secoli.
Storia di Napoli: i Greci e i Romani (IX sec. a.C. – 476 d.C.)
Immagine generata con IA. Ricostruzione del Monte Echia vista dall’isolotto di Megaride, area legata ai primi insediamenti della Napoli antica.
Il primo centro abitato: Partenope
La storia di Napoli iniziò nel IX secolo a.C., quando i Greci fondarono un primo insediamento sull’isolotto di Megaride, dando vita alla città di Partenope.
La nascita di Neapolis
Nel 470 a.C. la colonia greca di Cuma fondò Neapolis (“città nuova”), mentre il vecchio insediamento prese il nome di Paleopolis (“città antica”).
Napoli e l’Impero Romano
Nel 326 a.C. Neapolis fu conquistata da Roma e divenne una delle mete preferite dell’aristocrazia romana, oltre che fonte d’ispirazione per autori come Virgilio, Cicerone e Orazio.
Nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio devastò l’area e distrusse le città di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis.
Immagine generata con IA. Ricostruzione di un soldato Romano tra le strade di Napoli.
Le invasioni barbariche (476 – 536 d.C.)
Nel 476 d.C. Napoli fu conquistata da Odoacre, capo delle tribù germaniche, segnando la fine dell’Impero Romano d’Occidente.
Immagine generata con IA. Ricostruzione di una scena legata alle invasioni barbariche.
I Bizantini e il Ducato di Napoli (536 – 1137 d.C.)
Nel 536 d.C. la città fu presa dai Bizantini, l’Impero Romano d’Oriente.
Per quasi un secolo Goti, Vandali e Longobardi tentarono di conquistarla, ma Napoli rimase sotto controllo bizantino.
Intorno al 660 (data incerta) nacque il Ducato di Napoli: inizialmente una provincia bizantina governata da un comandante militare, divenne poi uno stato autonomo, con una dinastia ducale ereditaria.
Immagine generata con IA. Ricostruzione delle strade di Napoli durante il periodo del Ducato di Napoli.
Il regno di Sicilia (1130-1816)
Immagine generata con IA. Ricostruzione della sala del trono del Regno di Sicilia
con Ruggero I in posizione regale.
Il Regno di Sicilia e i normanni dal nord Europa
Il regno di Sicilia fu costiutio nel 1130 quando Roberto d' Altavilla, condottiero normanno e duca di Puglia e di Calabria, nel 1072 scese in Sicilia e scacciando i saraceni creò la grancontea di Sicilia. Nominò Gran Conte il fratello minore Ruggero.
Nel 1127 Guglielmo d' Altavilla, ultimo conte di Puglia e di Calabria, morì senza avere eredi e lasciò in eredità le sue terre al cugino Ruggero II, ultimo Gran Conte di Sicilia, il quale nel 1130 unì entrambe le contee facendo nascere così il regno di Sicilia.
Nel 1137 i normanni conquistarono anche Napoli, mettendo fine al ducato.
Regno di Sicilia: le opere architettoniche angioine
Il Regno di Sicilia durante la dominazione angioina, ha avuto momenti di grande evoluzione. In questo periodo i francesei hanno lasciato tracce del loro passaggio con la costruzione di maestosi monumenti, castelli, basiliche, chiese e tanto altro.
Nel 1235 iniziò la costruzione della Basilica di san Lorenzo Maggiore
Nel 1272 Carlo d'Angiò, dopo aver conquistato il regno di Sicilia, decise di costruire nei pressi del mare un nuovo castello. Iniziò così la costruzione del Castel Nuovo, chiamato anche Maschio Angioino, il castello medievale in piazza del municipio.
Nel 1283 iniziò l' edificazione della Basilica di san Domenico Maggiore
Regno di Napoli dal 1302 d.C. al 1816 d.C.
Regno di Napoli, la fondazione (1302)
Il regno di Napoli fu fondato nel 1302 con una guerra durata 20 anni. Infatti nel 1282 in Sicilia ci fu la rivolta dei Vespri Siciliani, che non volevano più gli angioini come regnanti, così i nobili dell' isola, guidati da Alaimo da Lentini, offrirono la corona di Sicilia a Pietro III d' Aragona, in cambio di un aiuto contro i regnanti francesi.
Dopo 20 anni, il 31 agosto del 1302, fu firmato il trattato di pace di Caltabelotta che mise fine alle guerre e separò in due il regno, gli aragonesi ottennero la Sicilia e gli angioini si ritirarono a Napoli, nacque così il regno di Napoli.
Il regno di Napoli non ha sempre avuto questa denominazione, infatti a quei tempi il nome ufficiale era Regnum Siciliae citra Pharum (Regno di Sicilia al di qua del Faro), mentre il nome ufficiale del regno di Sicilia era Regnum Siciliae ultra Pharum (Regno al di la del faro).
In quegli anni Napoli diventò uno dei centri culturali più vivaci d'Europa e fu meta di passaggio dei più grandi artisti e poeti di quel periodo come Francesco Petrarca, Simone Martini, Giotto e Boccaccio.
Nel 1310 iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa di santa Chiara. Sancia di Maiorca, moglie del re di Napoli Roberto d’Angiò, era molto devota alla vita di clausura, quindi nel 1310 suo marito decise di far erigere una nuova chiesa perché la donna non poteva rispondere alla vocazione, in quanto consorte del re. L'intero complesso fu completato nel 1328 ma fu consacrato a santa Chiara solo nel 1340.
Nella seconda metà del 1700 la chiesa fu restaurata in stile barocco e fu così cambiato radicalmente il suo aspetto. Durante la seconda guerra mondiale il tetto della chiesa fu distrutto da un bombardamento aereo che provocò un incendio durato quasi 2 giorni. Purtroppo il fuoco rovinò parte degli interi e tutti gli affreschi. Dopo circa 10 anni la basilica di santa Chiara fu nuovamente ristrutturata, ma questa volta si scelse di ritornare allo stile gotico.
Nel 1313 fu completato il Duomo di Napoli, la cattedrale di san Maria Assunta. Più info nella pagina Il centro storico di Napoli e cosa vedere
Sulla collina del Vomero nel 1329 iniziò la realizzazione del Palatium castrum quello che oggi è chiamato Castel sant' Elmo.
Nel 1442 gli angioini vennero sconfitti definitivamente dagli aragonesi, che conquistarono anche il sud Italia e Alfonso I d’Aragona re di Sicilia divenne anche re di Napoli. I 2 regni rimasero indipendenti ma sotto lo stesso sovrano.
Da quel momento tutti i re che possedevano contemporaneamente entrambi i regni presero il titolo di Rex utriusque Siciliae (Re delle due Sicilie), da non confondere con il regno delle due Sicilie costituito nel 1816.
Questo titolo venne adottato perché il monarca poteva utilizzare lo stesso nome per entrambi i reami, i quali restarono comunque due e continuavano a chiamarsi Regno di Sicilia al di qua del Faro e Regno di Sicilia al di la del faro. Solo in futuro nel 1759 Ferdinando di Borbone non utilizzò questo titolo, infatti come nomi regali fu scelto Ferdinando IV re di Napoli e Ferdinando III re di Sicilia.
Durante il dominio aragonese la storia della città di Napoli ebbe un grande sviluppo economico. Tra le costruzioni aragonesi possiamo citare l’arco marmoreo del Castel Nuovo (Maschio Angioino), il castello aragonese d' Ischia,la chiesa di S. Anna dei Lombardi, quella di S.Angelo al Nilo, la Porta Capuana (una delle porte di Napoli) e quello di Castello di Baia. e oggi al suo interno il museo archeologico dei Campi Flegrei, con un esposizione dei tantissimi reperti archeologici ritrovati nelle aree adiacenti.
Gli Aragonesi sono stati spesso in guerra per difendere il regno dalle insurrezioni dei baroni e contro gli Angioini che tentavano di rivendicare il regno, infatti nel 1495 Carlo VIII di Valois, re di Francia, conquistò il regno di Napoli, ma subito dopo qualche mese re Ferdinando II d’Aragona ci ristabilì il potere.
Nel 1498 Carlo VIII di Valois morì lasciando il regno di Francia senza eredi, così il cugino Luigi XII (Valois-Orléans) sposando la vedova del vecchio sovrano diventò, nel 1501, il nuovo erede e riuscì anch'egli a conquistare il regno di Napoli adottando il sistema dei viceré. Anche in questa occasione gli aragonesi, con Ferdinando III d' Aragona, riescono a riprendere possesso del regno nel 1504.
Regno di Napoli: gli aragonesi di Spagna
Dopo la riconquista del regno di Napoli a discapito degli angioini anche Ferdinando III d'Aragona adottò il sistema dei viceré.
Nel 1516 salì al trono Carlo IV d’Asburgo, nipote dell’imperatore Massimiliano I del sacro romano impero, al posto della madre Giovanna d’Aragona e di Castiglia, incapace di regnare per infermità mentale. Anche se il ramo era lo stesso la dinastia cambia cognome in Asburgo di Spagna.
Nel 1600 iniziò la costruzione del palazzo reale di Napoli.
Il Regno di Napoli, il vice reame e gli Asburgo di Spagna
Dopo la riconquista del regno di Napoli a discapito degli angioini anche Ferdinando III d'Aragona adottò il sistema dei viceré.
Nel 1516 salì al trono Carlo IV d’Asburgo, nipote dell’imperatore Massimiliano I del sacro romano impero, al posto della madre Giovanna d’Aragona e di Castiglia, incapace di regnare per infermità mentale. Anche se il ramo era lo stesso la dinastia cambia cognome in Asburgo di Spagna.
Nel 1600 iniziò la costruzione del palazzo reale di Napoli.
Nel 1606 Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, si recò nella città partenopea dove eseguì molte Opere.
Nel 1631 ci fu un’eruzione del Vesuvio che distrusse molti paesi vesuviani. Ci furono più di 3000 vittime.
Immagine generata con IA. Costruzione del Palazzo Reale di Napoli.
La repubblica partenopea
Immagine generata con IA. Ricostruzione di una scena della rivolta
di Masaniello e la nascita della Repubblica Partenopea
Nel 1647 grazie alle rivolte di Masaniello (Tommaso Aniello d’Amalfi) fu fondata la repubblica partenopea. Ma dopo qualche mese Don Giovanni d’Austria (figlio del re spagnolo Filippo IV) ristabilì il governo spagnolo con il viceré austriaco.
Il Regno di Napoli e il vice reame austriaco (Aragonesi)
Nel 1700 il Re di Spagna Carlo II d’Asburgo morì senza eredi. Iniziò la guerra di successione spagnola che vide rivali i Borboni di Francia e gli Asburgo d'Austria con i loro rispettivi alleati.
Dopo qualche anno vennero stipulati 2 trattati di pace: Utrecht, nel 1713, e Rastatt, nel 1714, grazie ai quali venne spartito il regno spagnolo tra le maggiori potenze europee e come nuovo re di Napoli fu scelto Carlo VI d’Asburgo.
Il regno di Napoli e i Borboni di Spagna
Nel 1734 ci fu la guerra di successione polacca, durante la quale Carlo di Borbone conquistò prima il regno napoletano poi quello siculo diventando re di Napoli Carlo VII e re di Sicilia Carlo III. In seguito nel 1738 con la stipulazione del trattato di Vienna i 2 regni conquistati dovevano essere indipendenti ma sotto un unico sovrano. Quindi come i precedenti monarchi anche Carlo adottò il titolo di Rex utiusque Sicilia (re delle due Sicilie) diventando Carlo III re di Napoli e re di Sicilia. Attenzione, il regno delle due Sicilie venne costituito solo in seguito, dopo le conquiste napoleoniche nel 1816, in questo caso il titolo di re delle due Sicilie era solo formale, in quanto il sovrano utilizzava lo stesso nome per entrambi i reami.
Il regno di Napoli, durante la dominazione borbonica, ebbe un periodo di grande sviluppo industriale, scientifico ed economico.
Re Carlo decise subito di soggiornare nel palazzo reale di Napoli e ordinò lavori di restauro e di ampliamento.
Nel 1737 fu inaugurato il real teatro san Carlo.
Nel 1738 iniziarono i lavori di costruzione della reggia di Portici.
Nello stesso anno Carlo di Borbone fece costruire anche la reggia di Capodimonte per ospitare la collezione di opere di famiglia della madre Elisabetta Farnese.
Immagine generata con IA. Costruzione del Palazzo Reale di Capodimonte, oggi museo.
Nel 1739 fu istituita a Capodimonte la manifattura di porcellana.
Tra il 1747 e il 1751 fu costruita la farmacia settecentesca nell' ospedale degli incurabili.
Nel 1751 iniziarono i lavori per la costruzione del Real albergo dei poveri, formalmente chiamato Serraglio, per accogliere i disagiati e i senza tetto del regno e per garantire sicurezza per le strade. Ma fu costruito anche per la rieducazione di detenuti e per assicurare agli orfanelli la ricezione di un istruzione con l'insegnamento di un mestiere.
Nel 1752 Carlo di Borbone incaricò l'architetto Luigi Vanvitelli di realizzare la Reggia di Caserta, una residenza bella quanto quella dei cugini francesi possessori della reggia di Versailles.
Nel 1753 cominciarono i lavori dell' acquedotto Carolino, completata e inaugurata nel 1762, un maestosa opera che, dalle fonti dalle sorgenti del Fizzo, sul monte Taburno in provincia di Benevento, percorre circa 40 km per alimentare il percorso d'acqua, le fontane e i giardini del reggia di Caserta.
Nel 1757 Carlo di Borbone ordinò l'edificazione del foro Carolino, l'attuale convitto a forma di esedra in Piazza Dante.
Nel 1759 il re di Spagna Ferdinando VI morì e Carlo di Borbone con il primogenito Filippo partirono per regnare il paese iberico.
Il regno di Napoli e di Sicilia passano quindi, a Ferdinando che a solo 8 anni diventa Ferdinando IV re di Napoli e Ferdinando III re di Sicilia, il nuovo sovrano non adotta il tittolo di rex utriusque Siciliae.
Nel 1770 in Calabria nacque il complesso siderurgico
Nel 1778 Ferdinando IV di Borbone decise di trasformare il complesso di san Leucio in una fabbrica di Seta.
Nelo stesso anno fu trasformata la spiaggia di Chiaia nella Villa reale, poi trasformata in Villa comunale.
Nel 1783 fu fondato il Real Arsenale, un cantiere navale a Castellammare di Stabia per la riparazione e la costruzione di navi militari.
Nel 1787 fu costruita la Reale tenuta di Carditello, una delle residenze borboniche utilizzata come luogo di caccia e allevamento di cavalli.
La repubblica napoletana
Nel 1799 ci fu la nascita della Repubblica Napoletana, ma nello stesso anno i borboni riuscirono a riconquistare la città di Napoli.
Nel 1807 fu istituito il real Orto Botanico di Napoli
Il regno di Napoli e Napoleone Bonaparte
Nel 1806 il regno di Napoli fu conquistato da Napoleone Bonaparte che nominò nuovo re di napoli suo fratello Giuseppe. I Borboni furono costretti a ritirarsi in Sicilia.
Dopo qualche anno l'imperatore francese conquistò anche la spagna, così il fratello partì per regnare la penisola iberica, mentre il regno di Napoli fu affidato al nuovo sovrano Gioacchino Murat, cognato di Napoleone.
Immagine generata con IA. Ricostruzione di una battaglia delle truppe napoleoniche.
Immagine generata con IA. Inagurazione della prima ferrovia italiaana: Napoli - Portici
Il regno delle due Sicilie e la restaurazione Borbonica
Il regno delle due Sicilie fu istituito nel 1816 dopo che il congresso di Vienna del 1815 decise di restituire ai sovrani assoluti d' Europa i territori conquistati da Napoleone, così il regno di Napoli fu restituito a Ferdinando IV di Borbone che un anno dopo istituì il regno delle due Sicilie unendo definitivamente i 2 reami e diventando così re Ferdinando I.
Nel 1816 iniziò la costruzione di Piazza Plebiscito e la basilica di San Francesco di Paola.
Nello stesso anno fu realizzata, sulla collina del Vomero, la Villa Floridiana, la terrazza su napoli. Più info su il Vomero di Napoli e cosa vedere
Nel 1839 fu inaugurata la prima ferrovia della penisola italiana, che collegava Napoli e la città di Portici, la quale ospita il museo di Pietrarsa, un esposizione di locomotive a vapore dell' epoca.
Nel 1841 fu fondato l’osservatorio Vesuviano e fu inaugurato nel 1845, quando a Napoli ci fu il VII Congresso degli Scienziati Italiani.
La fine del regno delle due Sicilia
Il regno delle due Sicilie giunse alla fine nel 1861, quando, dopo la spedizione dei mille di Garibaldi, nel 1860 e l'intervento militare del Piemonte, Vittorio Emanuele II di Savoia, re di Sardegna, conquista anche il regno delle due Sicilie proclamando il Regno d'Italia, una monarchia Costituzionale.
Tra il 1887 e il 1890 iniziò la costruzione della galleria Umberto I, edificata durante il periodo del risanamento napoletano, abbattendo alcuni edifici di quell'area per risolvere problemi di igiene e di salute, causati della diffusione del colera.
Nel 1889 fu realizzata la funicolare di Chiaia.
Nel 1899 fu realizzata la ferrovia della cumana.
Il 2 Giugno del 1946 fu indetto un referendum per scegliere tra monarchia e repubblica, così il regno d' Italia divenne la nuova Republica Italiana.
Alcune delle leggende più note di Napoli
La sirena Partenope
Napoli è detta anche città di Partenope, dal greco vergine, la sirena che, affranta per non essere riuscita ad ammaliare Ulisse con il suo canto, si gettò dagli scogli di un isola del golfo di Napoli, non si è certi se si tratta di Capri o quella di Li Galli, nei pressi di Positano. Il cadavere dell’incantatrice venne trasportato dal mare fino all’isolotto di Megaride, quello dove attualmente c’è il Castel dell’Ovo, una fortezza, la più antica della città.
La leggenda del castel dell' Ovo
La leggenda narra di Virgilio, poeta romano del I sec. a. C., ma per i napoletani, in passato, era conosciuto come alchimista, il quale nascose nelle fondamenta del castello un uovo incantato, e affermò che se fosse stato smarrito o distrutto il castello sarebbe sprofondato e la città di Napoli avrebbe subito potentissime calamità naturali. Questa leggenda attribuì così alla fortezza il nome di Castel dell’ Ovo.
Durante il XIV secolo ci fu la caduta di un arco che reggeva l'ingresso del castello, la regina Giovanna I d' Angiò dovette giurare di aver sostituito l’uovo in quanto la popolazione, molto superstiziosa, era andata nel panico.
Immagine generata con IA. Tentativo di Partenope di ammaliare Ulisse.






